ART. 36 CODICE CIVILE

Dispositivo dell’art. 36 Codice Civile

L’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati (1).

Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi accordi, è conferita la presidenza o la direzione (2).

Note

(1) Come per le norme dettate per le associazioni riconosciute, di cui al precedente capo II, la normativa non disciplina dettagliatamente i requisiti essenziali per l’ordinamento e l’amministrazione degli enti di fatto. Di tal guisa, rivestiranno primaria importanza gli accordi intercorsi tra gli associati esplicitati nell’atto costitutivo e nello statuto (v. 14-16 c.c.). Per tali atti non è pertanto previsto alcun requisito di forma né viene richiesto un determinato contenuto, fatta eccezione per l’indicazione delloscopo, che deve essere espressamente indicato, al fine di differenziare l’ambito di attività dell’associazione. Viene così espressa una preferenza del legislatore per l’autonomia degli associati nella disciplina dell’organizzazione interna dell’ente.
La disciplina dettata in materia di associazioni riconosciute sarà comunque applicabile nel caso di assenza di espressa pattuizione tra gli associati.

(2) Il comma secondo precisa che la rappresentanza legale (ovvero la possibilità di agire o essere convenuti in giudizio) degli enti di fatto può essere conferita al presidente o all’organo direttivo dei medesimi, che devono essere risultare dagli accordi tra gli associati.
In mancanza di precise indicazioni nello statuto o nelle deliberazioni, le qualifiche indicate dalla legge vanno riferite alla più alta carica associativa.


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